Ad ogni pressione il suo farmaco
Pubblicato da Massimilla Manetti Ricci alle 23:30 in Farmaci e Ricerca
Molti di coloro che soffrono di pressione alta conoscono la trafila di farmaci che devono 'sperimentare' per trovare quello giusto per la propria e talvolta neanche ci riescono a raggiungere il valore che la scienza della salute considera ottimale 80mmhg 120mmg.
ACE-inibitori, Ca-antagonisti, beta-bloccanti,sartani, diuretici tiazidici: sono i nomi tecnici di altrettante categorie di farmaci che hanno, sì, tutte lo scopo di ridurre la pressione, ma con meccanismi completamente diversi.
Orbene fino ad ora le Linee guida (e non si capisce bene perchè) ponevano sullo stesso piano di efficacia l'uso delle varie categorie a cominciare dagli ACE-inibitori, senza considerare i sistemi fisiologici sui quali agivano, ma ora alcuni articoli pubblicati su American Journal of Hypertension dimostrano come un antipertensivo dato al paziente sbagliato, può non funzionare o addirittura contribuire a innalzare la pressione e ci sono differenze di risposta tra bianchi, neri e asiatici: beta-bloccanti e ACE-inibitori sono più efficaci nei bianchi e negli asiatici, i diuretici vanno molto bene nei neri, ma negli asiatici hanno invece scarsa efficacia; i calcio-antagonisti mettono d'accordo le pressioni di tutti i gruppi (studio ASCOT-BPLA, dell'Imperial College di Londra).
A questo punto è il dosaggio nel sangue della renina (sostanza prodotta dal rene che riveste particolare importanza nell'aumento pressorio) che può fare da spartiacque nella scelta dela terapia: chi ha un valore alto può utilizzare gli ACE-inibitori e i sartani.
Ad ogni pressione il suo farmaco; se no a cosa servirebbero tutte queste classi terapeutiche, mica solo a studiarle sui testi di farmacologia!
P.S. sapete quale è un ottimo antipertensivo ideale per tutti? Abbassare il consumo di sale.




