Cerca
Blogosfere
Set 10 3

Ad ogni pressione il suo farmaco

Pubblicato da Massimilla Manetti Ricci alle 23:30 in Farmaci e Ricerca


ipertensione_arteriosa.jpg

Molti di coloro che soffrono di pressione alta conoscono la trafila di farmaci che devono 'sperimentare' per trovare quello giusto per la propria e talvolta neanche ci riescono a raggiungere il valore che la scienza della salute considera ottimale 80mmhg 120mmg.

ACE-inibitori, Ca-antagonisti, beta-bloccanti,sartani, diuretici tiazidici: sono i nomi tecnici di altrettante categorie di farmaci che hanno, sì, tutte lo scopo di ridurre la pressione, ma con meccanismi completamente diversi.

Orbene fino ad ora le Linee guida (e non si capisce bene perchè) ponevano sullo stesso piano di efficacia l'uso delle varie categorie a cominciare dagli ACE-inibitori, senza considerare i sistemi fisiologici sui quali agivano, ma ora alcuni articoli pubblicati su American Journal of Hypertension dimostrano come un antipertensivo dato al paziente sbagliato, può non funzionare o addirittura contribuire a innalzare la pressione e ci sono differenze di risposta tra bianchi, neri e asiatici: beta-bloccanti e ACE-inibitori sono più efficaci nei bianchi e negli asiatici, i diuretici vanno molto bene nei neri, ma negli asiatici hanno invece scarsa efficacia; i calcio-antagonisti mettono d'accordo le pressioni di tutti i gruppi (studio ASCOT-BPLA, dell'Imperial College di Londra).

A questo punto è il dosaggio nel sangue della renina (sostanza prodotta dal rene che riveste particolare importanza nell'aumento pressorio) che può fare da spartiacque nella scelta dela terapia: chi ha un valore alto può utilizzare gli ACE-inibitori e i sartani.

Ad ogni pressione il suo farmaco; se no a cosa servirebbero tutte queste classi terapeutiche, mica solo a studiarle sui testi di farmacologia!

P.S. sapete quale è un ottimo antipertensivo ideale per tutti? Abbassare il consumo di sale.

Set 10 2

La cucina al congresso di cardiologia a Stoccolma

Pubblicato da Massimilla Manetti Ricci alle 22:45 in Farmaci e Alimentazione


linguine_capesante.jpg

Che la cucina e la buona alimentazione non siano solo appannaggi di golosi crapuloni, lo dimostra il fatto che quest'anno al congresso annuale europeo cardiologia (ESC) che si sta svolgendo a Stoccolma, le ricette culinarie dei vari paesi sono entrate di diritto nel simposio dei cardiologi.

Le ricette mediterranee diventano delle vere e proprie prescrizioni, gradevoli ed apprezzate terapie non farmacologiche che aiutano il sistema cardiovascolare a limitare i rischi incombenti

Lo ha ben presente Roberto Ferrari, presidente dell'ESC (European Society of Cardiology), che ha firmato, insieme a Claudia Florio e Paolo Zappaterra, il libro «The European Cook Book», diete sane per cuori sani.

In tutto 44 ricette tipiche, dalla zuppa di pesce di Marsiglia, la Bouillabaisse, alle capesante con pangrattato e prezzemolo, a riprova che la dieta mediterranea è un protettivo del cuore.

«Se ne parla da sempre - commenta Roberto Ferrari - ma poi in pochi la mettono in pratica. Non solo bisogna conoscere le modalità di cottura e le quantità ma anche le materie prime, preferendo olio d'oliva, cereali, pesce azzurro, frutta e verdura».

Ma se la dieta mediterranea è stata promossa a pieni voti non altrettanto si può dire per i cosidetti 'cibi arricchiti', quegli alimenti cioè addizionati di sostanze che, se in teoria fanno bene, nella pratica non presentano gli stessi vantaggi.

E' il caso per esempio dell'aggiunta di acidi grassi omega3 alla margarina o ai latticini come preventivi di recidive di infarto. Questi 'functional food' in realtà sembrano funzionali solo a chi li vende a prezzi più alti del loro reale valore.

A ben vedere in questi ultimi anni si è assisito ad una inflazione di omega3, eccessiva per diventare una panacea in molti settori farmaceutici e non.

Quel che può essere vero è che per avere un'efficacia, occorrono dosi piuttosto elevate che i cibi addizionati non contemplano.

Ma, chiusa questa parentesi e tornando a parlare della dieta mediterranea, tanto importante da poter essere inserita come patrimonio immateriale dell'Unesco, ci si domanda perchè dobbiamo soggiacere a scelte discutibili di enti che si adoperano con zelo per minacciarla e danneggiarla? (concentrazione di aflatossine aumentata, ogm resistenti agli antibiotici, carne clonata, farine animali nei mangimi ecc. ecc.)

Set 10 1

Farmaci, un miraggio per i poveri

Pubblicato da Massimilla Manetti Ricci alle 22:00 in Farmaci e Società


bambini_poveri.jpg

I farmaci servono, ma possono anche ridurre al verde chi già ha difficoltà a tirare avanti: una parte considerevole, fino al 86%, della popolazione che vive nei Paesi a reddito medio e basso potrebbe cadere in povertà a causa dell'acquisto di comuni medicinali salvavita.

Sono i risultati di uno studio condotto dall Erasmus University di Rotterdam (Olanda) pubblicato questa settimana sulla rivista "PLoS Medicine".

L'indagine ha anche indicato che i farmaci generici hanno un prezzo notevolmente più abbordabile rispetto ai griffati e che potrebbero essere l'arma per impedire l'impoverimento di questi pazienti.

Con l'obiettivo di mostrare l'impatto del costo dei medicinali sulle popolazioni più povere, gli autori hanno analizzato la percentuale di persone che sarebbero spinte in condizioni di povertà, cioè un livello di reddito fra 1,25 e 2 dollari al giorno, per pagare i farmaci salvavita di cui necessitano.

I ricercatori hanno dunque calcolato il "tasso di impoverimento" relativo a quattro farmaci in 16 Paesi a basso e medio reddito, mettendo a confronto il reddito pro capite giornaliero, prima e dopo l'ipotetico acquisto di uno dei seguenti prodotti: il broncodilatatore salbutamolo, l'antidiabete glibenclamide, l'antipertensivo atenololo, l'antibiotico amoxicillina.

I risultati mostrano che il costo elevato dei farmaci ha effetti ecomomicamente devastanti sui poveri.

Inoltre, il trattamento di patologie croniche concomitanti come asma, diabete e malattie cardiovascolari spesso richiedono un mix di medicinali, cosa che potrebbe aggravare ulteriormente quanto rilevato dallo studio.

Io però continuo a pensare che alcuni farmaci generici stanno ai farmaci griffati come i cittadini poveri stanno a quelli ricchi e che taluni equivalenti lo siano solo per chi non può pagare.

Ago 1031

La voce del silenzio

Pubblicato da Massimilla Manetti Ricci alle 23:45 in Benessere senza Farmaci


bicicletta.jpg

Ci sono silenzi che parlano da soli nei luoghi di villeggiatura e nelle località turistiche appena lasciati dai villeggianti.

Voci che modulano i sentimenti della natura: il vento che sibila fra gli aghi di pino o che bizzoso increspa le onde del mare, brontola sui teli degli ombrelloni ormai prossimi alla chiusura, solleva vortici di granelli di sabbia che, come goccioline incessanti, picchiettano sulle vetrate lungo il mare.

La bicicletta cigola nella lontananza della pineta e una cicala solitaria le fa eco.

Voci, suoni, rumori che difficilmente si percepiscono nella fretta della quotidianità lavorativa.

Ago 1031

La storia di un'infermiera che e' andata oltre la salute

Pubblicato da Massimilla Manetti Ricci alle 21:45 in Benessere senza Farmaci


jessie_white.jpg

Una Storia, la Storia, la nostra Storia. Nei libri di scuola i capitoli sono contraddistinti dai personaggi famosi che svettano tra le file degli eventi.

Ma la Storia non sarebbe tale se non fosse costellata da numerose figure che non sono assurte agli onori dei testi scolastici, ma che hanno dato un contributo senza il quale i fatti non avrebbero avuto il loro corso attuale.

Così in quest'estate toscana, all'ombra del frinito delle cicale ho conosciuto Jessie White, intrepida garibaldina degli anni dell'unità d'Italia, esuberante, coraggiosa, determinata, tanto da farsi ricordare col soprannome di Miss Uragano.

I tratti di Jessie escono dalla penna di Paolo Ciampi, giornalista e scrittore che ha presentato il suo libro, 'Miss Uragano'- Romano editore - in una serata estiva, nella quale la curiosità per un personaggio sconosciuto ha avuto la meglio su una pizza fra amici a Castiglion della Pescaia.

Inglese per nascita nel 1832, ha maturato una profonda ammirazione per Garibaldi al quale promette di seguirlo per curare le ferite dei garibaldini.

Così studia medicina sui libri e fa pratica negli ospedali per operare come infermiera, perchè non verrà mai ammessa, in quanto donna, alla facoltà di medicina di Londra.

Jessie apre anche il primo ospedale garibaldino, facendosi aiutare dall’associazione inglese delle Signore di Garibaldi, istituita a Londra dalla contessa di Shaftesbury.

Ma l'intraprendente infermiera non si contenta di questo ruolo e Garibaldi, Mazzini e la causa italiana diventano i suoi scopi di vita.

Per questo sarà anche una giornalista denunciando una disastrosa situazione economica e sociale, sanitaria, di denutrizione, analfabetismo che riscontrò nel sud all'indomani dell'unità.

Un'infermiera, una giornalista, una scrittrice, una mente illuminata e un cuore pulsante.

Foto & Video
Post più letti
Ultimi commenti
Archivi

Mappa del blog

Tag
Profilo
Newsletter
Logo Blogosfere
Cronaca e Attualità
Cultura
Economia e Finanza
High Tech
Politica e Società
Scienza e Salute
Spettacoli
Sport e Motori
Style e Fashion
Tempo libero

Speciali
In cerca d'autore
  • Vuoi curare uno dei nostri blog in cerca d'autore? Per conoscere i blog liberi scrivici a bloggers@blogosfere.it
Business Blog
Ultime di Scienza - Salute
Ultime da Blogosfere
Link utili
Partner tecnici
  • Logo SixApart
  • Logo MySyndicaat