Sperimentati 2 farmaci già in uso per combattere la tubercolosi killer
Pubblicato da Massimilla Manetti Ricci alle 19:30 in Farmaci e Ricerca
Tra le malattie diventate pericolose c'è la tubercolosi.
La sua gravità è legata non alle complicanze della malattia in sé quanto piuttosto alla resistenza antibiotica che ha generato, cioè non ci sono più farmaci capaci di combatterla.
La buona notizia è che forse è stato trovato un abbinamento di antibiotici capace di contrastarla.
E la notizia ancora più buona è che questi farmaci esistono già e sono in uso. Ma quali sono?
Uno è esclusivamente ospedaliero, il Merrem (meropenem) che appartiene ad una categoria di antibiotici simili alle conosciute penicilline che agisce cercando di distruggere l'involucro nel quale è racchiuso il germe, uccidendo le cellule batteriche in crescita.
L'altro è un antibiotico di uso molto comune, Augmentin o Clavulin (amoxicillina + acido clavulanico), uno di quelli di prima scelta nelle infezioni caratterizzate da otiti, bronchiti, tonsilliti o negli ascessi dentari e nel trattamento dopo estrazione.
La peculiarità della sperimentazione è l'abbinamento fra 2 antibiotici potenti, a largo spettro d'azione, con l'aggiunta dell'acido clavulanico che di per sé non ha grandi proprietà antibatteriche, ma che invece presenta il vantaggio di legarsi alle betalattamasi, enzimi che sono i principali imputati della resistenza antibiotica.
Le betalattamasi bloccano l'azione dell'antibiotico e i batteri sono diventati capaci di produrle.
I risultati della sperimentazione in laboratorio sono stati pubblicati sulla rivista Science, mentre è previsto un test vero e proprio entro l'anno su 100 pazienti affetti da tubercolosi in Corea del Sud e ne è programmato un altro in Sudafrica.
Come abbiamo detto la buona notizia sta nel fatto che non si è dovuto creare o inventare un nuovo farmaco con tutto l'iter lungo e laborioso necessario alla verifica della sua efficacia e sicurezza.
Noi, cittadini globali, facciamo la nostra parte e aiutiamo questa sperimentazione imparando ad usare bene gli antibiotici e farceli prescrivere solo quando sono veramente necessari.







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