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Sibutramina, la storia infinita

Venerdì 22 Gennaio 2010, 20:45 in Farmaci e Società di

BoteroSe l'obesità è un'epidemia globale, come afferma l'OMS, come ogni epidemia ha i suoi farmaci per combatterla.

Peccato che questi vengano spesso ritirati dal commercio.

Perchè? E' forse troppo rapido l'iter di approvazione del principio o i parametri considerati per un'obiettiva valutazione sono troppo favorevoli alle case farmaceutiche o le pressioni sugli enti preposti all'approvazione sono molto convincenti?

Resta il fatto che in poco più di un anno due dei più 'promettenti' farmaci, in fatto di efficacia, il rimonabant (Acomplia) e oggi la sibutramina (Ectiva, Reductil, Reduxade) hanno ricevuto il divieto di vendita, per gravi effetti collaterali. Quali?

Per l'Acomplia nientemeno che l'induzione al suicidio!

Già, perchè il suo meccanismo era quello di agire sui recettori cannabinoidi, riducendo l'appetito e poi non manifestava effetti cardiovascolari come la sibutramina!

Peccato che a nessuno era venuto in mente di effettuare test psicometrici per valutare i suoi effetti psicologici, secondo quanto riporta Jacky Law in 'Big Pharma'. E così fu ritirato a ottobre 2008.

Veniamo alla tormentata ed ambigua storia del farmaco tolto oggi dalle farmacie, la sibutramina, appartenente alla classe degli inibitori della ricaptazione della serotonina, sì,sì, proprio loro, gli onnipresenti antidepressivi.

Nel marzo 2002 aveva subito in Italia un primo ritiro dopo che erano pervenute al Ministero della Salute 50 segnalazioni di reazioni avverse, sette delle quali considerate gravi.

Ma ad agosto dello stesso anno eccolo riapparire con un abitino seminuovo, ovvero con una prescrizione riservata a specialisti in cardiologia, diabetologia, endocrinologia, medicina interna e scienza dell'alimentazione, escludendo di fatto il medico di famiglia che conosce meglio quel suo paziente che deve andare a farsi prescrivere da altri specialisti a pagamento un farmaco contro l'obesità.

Ancora un ritocco nel 2008, l'AIFA modifica di nuovo il regime di vendita del farmaco a questo punto non più riservato ai soli specialisti.

Fino ad oggi, che è nuovamente revocato.

Non sarebbe più onesto ritirare in via cautelativa un farmaco quando si sospettano effetti gravi, prima di lasciar passare tanti anni per raccogliere i dati di uno studio, come quello sulla sibutramina, che è cominciato nel 2002 e si è concluso con le indicazioni di ritiro di oggi?

Fino a quando durerà questa storia infinita consideriamo che, in mezzo a tante tortuosità, se ne va la sicurezza dei farmaci e quindi della popolazione.

6
6 commenti
6
13 Lug 2010
alle 23:10

massimilla manett iricci

Ciao Walny, sei sicura che il nome sia quello giusto? Così come la scrivi non esiste. Alla prossima.

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12 Lug 2010
alle 19:12

walny

io sono disperata uso alli ma non da risultati mio dietologo mi dava sibutramina 10 mg e zero effetti collaterali ora vorrei trovare efedenzetrina , qualcuno mi sa dire dopo trovarlo .grazie

4
13 Feb 2010
alle 01:44

senzacredercitroppo

stavo giusto per scrivere un ennesimo post sulle malattie inventate e sul riutilizzo dei farmaci che si scopron dannosi, o inutili, per la patologia iniziale su altre patologie, vorrei fare una cosa ben fatta e ci metterò un po'

vorrei solo segnalare che il principio attivo in questione ha una storia anche più lunga

anni prima infatti fu messo in commercio per quel che è, un'anfetamina da prescrivere per curare la depressione, ma si accorsero che non curava la depressione, anzi aumenatavano i suicidi, come accade con quasi tutti i farmaci antidepressivi, però provocava anoressia ... ideona!

mi impediscono di venderlo come antidepressivo? lo vendo come anoressizante ... che provoca danni ai reni e al fegato, che provocava infarto, che non deve essere assunto da donne fertili, da adolescenti, da obesi (incredibile eh, era indicato da sempre che era un farmaco pericoloso per gli obesi e lo vendevano per dimagrire ... chi lo avrebbe dovuto prendere ? un magro?) ... etc etc lo sapevan già

quel che forse non sapete è che esiste una legge che assicura alle case farmaceutiche il diritto di vendere un farmaco per almeno 5 anni dalla messa in commercio a prescindere dagli effetti collaterali che avrà,  per permettere il rientro delle spese di ricerca

del tipo: hai speso tanto per scoprire una cosa che ammazza? va beh dai, hai 5 anni per ammazzare, vendi più che puoi in questo lasso di tempo  che poi ci tocca ritirartelo

3
13 Feb 2010
alle 01:43

senzacredercitroppo

stavo giusto per scrivere un ennesimo post sulle malattie inventate e sul riutilizzo dei farmaci che si scopron dannosi, o inutili, per la patologia iniziale su altre patologie, vorrei fare una cosa ben fatta e ci metterò un po'

vorrei solo segnalare che il principio attivo in questione ha una storia anche più lunga

anni prima infatti fu messo in commercio per quel che è, un'anfetamina da prescrivere per curare la depressione, ma si accorsero che non curava la depressione, anzi aumenatavano i suicidi, come accade con quasi tutti i farmaci antidepressivi, però provocava anoressia ... ideona!

mi impediscono di venderlo come antidepressivo? lo vendo come anoressizante ... che provoca danni ai reni e al fegato, che provocava infarto, che non deve essere assunto da donne fertili, da adolescenti, da obesi (incredibile eh, era indicato da sempre che era un farmaco pericoloso per gli obesi e lo vendevano per dimagrire ... chi lo avrebbe dovuto prendere ? un magro?) ... etc etc lo sapevan già

quel che forse non sapete è che esiste una legge che assicura alle case farmaceutiche il diritto di vendere un farmaco per almeno 5 anni dalla messa in commercio a prescindere dagli effetti collaterali che avrà,  per permettere il rientro delle spese di ricerca

del tipo: hai speso tanto per scoprire una cosa che ammazza? va beh dai, hai 5 anni per ammazzare, vendi più che puoi in questo lasso di tempo  che poi ci tocca ritirartelo

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24 Gen 2010
alle 10:24

Massimilla Manetti Ricci

Cara Emanuela, il discorso è ampio e pieno di interrogativi. Le tue considerazioni sono giuste, però non credo che la Sibutramina sia stata tolta perchè ritenuta più inutile degli antidepressivi, semmai sono questi ultimi che hanno raggiunto un giro d'affari ciclopico col minimo sforzo e nell'impossibilità di tornare indietro; è infatti lo stesso concetto di felicità  che è cambiato nel sistema marketing dei farmaci: il suo valore è spostato verso un punto di equilibrio sempre più alto o artificiale, raggiungibile appunto con le sostanze psicotrope.

Del resto c'è la nuova tendenza a fare passare il benessere fisico e mentale attraverso i farmaci e la presentazione dei nuovi anticoncezionali, da Yaz a Klaira, ce lo hanno dimostrato.

L'aspetto più inquietante di questa vicenda della Sibutramina è che i suoi effetti negativi si conoscevano da tempo. Considerando il fatto che, come si vede girando per la rete e non, è usato come dimagrante e non solo contro l'obesità, quali effetti collaterali si saranno verificati su popolazione diversa da quella dello studio senza che noi lo sapremo mai?

 

1
22 Gen 2010
alle 23:27

Emanuela Zerbinatti

Diciamo che scoprire il farmaco che risolve l'obesità varrebbe un Nobel al suo scopritore e un giro d'affari inimmaginabile per l'azienda produttrice.

Pensiamo alla corsa per trovare il vaccino, al tempo che c'è voluto per fargli fare tutto l'iter di approvazione e alla montagna di soldi che è fruttato .... miglioriamo tutto di un fattore 100? 1000? e il gioco è fatto!!!

Sinceramente penso che molti sarebbero disposti a venire a patti col diavolo e anche ad uccidere pur di mettere le mani sul farmaco contro l'obesità.

Purtroppo nella popolazione questi scellerati trovano terreno fertile: la tendenza infatti è ormai quella di cercare l'aiutino, la pillolina che risolve ogni problema o migliora le prestazioni senza sforzo, e mangiare il giusto costa troppa fatica e sacrificio: chi non pagherebbe per poter mangiare ogni sorta di prelibatezza senza doversi preoccupare di ingrassare?

D'altra parte quella del rischio di suicidio è un'accusa che a cicli viene rivolta anche agli antidepressivi, col risultato di terrorizzare i pazienti che ne avrebbero bisogno senza che in realtà sia mai stato dimostrato nulla, se non che è la depressione a portare al suicidio e non i farmaci per curarla. Chi ci dice che non sia così anche per la sibutramina? Non il fatto che alla fine la sibutramina è stata tolta, perché secondo me il fatto che questo farmaco sia stato tolto e gli antidepressivi no potrebbe nascondere che sotto sotto le agenzie per la sicurezza sui farmaci tendono a considerare gli antidepressivi come indispensabili, mentre i farmaci per dimagrire come non indispensabili o appunto come semplici aiutini per chi non ha voglia di impegnarsi in una dieta.

Oppure tornando al discorso di prima potrebbe essere che dietro c'è un gioco di poteri e interessi di cui ci sfuggono i dettagli, ma in questo caso avresti ragione tu: la salute di chi poi dovrebbe utilizzarli non sarebbe in cima ai loro pensieri

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