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Sulle nostre tavole aumentano i contaminanti

Mercoledì 13 Gennaio 2010, 22:00 in Farmaci e Alimentazione di

Frutta seccaIl concetto di salute è come la famosa coperta troppo corta, se la tiri da una parte, ne resta sprovvista l'altra.

Mi spiego meglio. I nutrizionisti sono ormai tutti d'accordo sull'utilità della frutta secca come ottima fonte di omega 3, gli acidi grassi insaturi tanto benefici per il nostro organismo.

Si raccomanda l'assunzione quotidiana di una manciata di nocciole e pistacchi o  di tre noci, ma da domani la qualità di questi nutrienti potrebbe cambiare, in peggio, si intende.

Infatti sembra ormai inevitabile l'innalzamento dei limiti di aflatossine consentiti in questi alimenti, perchè quasi sicuramente il Comitato dei Rappresentanti dei 27 stati dell'Unione Europea non si opporranno a questa proposta della Comunità.

Passerà poi al Parlamento Europeo al quale spetta la decisione.

E la Coldiretti denuncia che l'aumento dei limiti serve solo a facilitare le importazioni «di un prodotto di bassa qualità e sicurezza, causando un rischio per i consumatori comunitari e un grave problema per i produttori italiani, che subiscono una concorrenza sleale da parte di Paesi dove non solo non si applicano pratiche agronomiche corrette, ma si utilizzano fitofarmaci vietati in Europa».

Vediamola questa insensata proposta: l'innalzamento della quantità di aflatossine da 4 microgrammi al chilo a 10 microgrammi.

E non riguarderà solo la frutta secca, ma anche i cereali e soprattutto il mais, tranne il riso.

Il danno prodotto nel lungo termine è davvero pericoloso perchè l'accumulo determina effetti che possono essere teratogeni (cioè agire sul feto) e cancerogeni, quindi irreversibili.

L'idea dell'innalzamento della soglia proviene dal Codice alimentarius, Ente creato dalla FAO e dall'OMS per individuare gli standard alimentari.

A sua volta questa decisione è stata demandata al EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), la quale ha pensato bene che non ci fosse alcun problema per la salute ad innalzare la soglie di contaminanti.

E il problema è che la contaminazione riguarda anche tutto l'indotto alimentare che fa capo all'utilizzo di mandorle, noci, nocciole, pistacchi, in particolare il settore dolciario.

Naturalmente le grandi aziende italiane, come quella della nutella, la Ferrero, si affrettano ad affermare che le aflatossine presenti nei loro prodotti sono addirittura sotto la soglia tollerata.

Ma perchè dovrebbero continuare ad essere così virtuose, se la legge consente valori maggiori?

Certo è che l'EFSA spesso più che tutelare gli interessi della salute, tutela quelli economici a scapito della salute.

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