Doping per il cervello, meglio una tazza di caffe'
Pubblicato da Massimilla Manetti Ricci alle 21:30 in Farmaci e Società
Se l'aiutino o l'aiutone farmacologico è vietato nello sport all'unanimità, non lo è altrettanto nel settore dei nootropi, cioè di quei farmaci che stimolano il cervello per incremetarne le abilità e la concentrazione.
Il doping del cervello è un tema sempre più scottante ed impellente da risolvere perchè gli studenti, soprattutto americani ed inglesi (ma anche i loro docenti), ne fanno sempre più ricorso.
E chi non può ricorrervi si sente emarginato.
A sollevare di recente la questione è stata Barbara Sahakian, docente di neurologia a Cambridge.
Non solo la salute ma anche la 'giusta competizione' fra studenti viene messa così in discussione, afferma.
Forse dovrebbe essere introdotto il test sulle urine, come nello sport?
Il nocciolo della questione è che si tratta di farmaci non illegali, ma che possono essere prescritti abitualmente perchè il loro uso principale sono malattie come l'Alzheimer, o la sindrome da deficit di attenzione (ADHD) o la narcolessia.
La docente ha realizzato uno studio dal quale risulta che il 17% degli studenti in alcune università statunitensi ammettono di aver utilizzato il Ritalin, ovvero metilfenidato usato nell'ADHD, e il Provigil, ovvero il modafinil, usato nella narcolessia, mentre un sondaggio della rivista Nature rivela che su 1.400 persone sarebbe addirittura un adulto su cinque ad avere un simile comportamento.
Non si conoscono gli effetti nel lungo termine di farmaci 'off label' su persone sane e perciò neanche la loro sicurezza ed efficacia.
L'argomento è stato oggetto di dibattito anche in Germania dove nell'ottobre 2009 7 ricercatori, Thorsten Galert, Christoph Bublitz, Isabella Heuser, Reinhard Merkel, Dimitris Repantis, Bettina Schoene-Seifert e Davinia Talbot, scrivono nel promemoria pubblicato dalla rivista specializzata Gehirn und Geist (cervello e mente) che non c'è nessuna sostanza la cui efficacia sia stata effettivamente dimostrata da studi scientifici.
Tuttavia secondo i 7 non esistono obiezioni valide contro un miglioramento della mente, ma se qualcuno assume queste sostanze perchè lo fanno tutti e senza non ce la si può fare, allora il problema c'è ed è la richiesta di prestazioni sempre superiori.
Insomma dal piano farmacologico il nodo passa a quello sociale, economico e culturale ed è una matassa dura da dipanare.
Il commento migliore è stato a suo tempo quello dello scienziato Edoardo Boncinelli che ha detto 'integratori per il cervello, meglio una tazza di caffè'.
Tag: cervello, ritalin, stimolanti, studenti





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