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Sole baciami ancora! Incontro con un pioniere del fotovoltaico

Lunedì 1 Febbraio 2010, 11:00 in Farmaci e Ambiente di

FotovoltaicoL'esigenza di un ambiente salutare nel quale vivere è sempre più pressante ed anche questo blog si avvicina in punta di piedi alle tematiche ambientali nella convinzione che la salute dell'uomo passi attraverso una prevenzione non farmacologica, ma quella di un ambiente più sano per una vita più sana.

Ho incontrato ed ho parlato con Pierfrancesco Pagliazzi, ingengere chimico, uno dei massimi esperti di energia fotovoltaica, pioniere negli anni '70 di un settore che sembrava il gioco per chimici pazzi e invece...

Domanda: sei membro del INBAR (Istituto Nazionale di BioARchitettura, ente morale senza fini di lucro, associazione culturale di professionisti che da oltre vent'anni si occupa di informare e formare la società su un modo nuovo di abitare, senza lo sfruttamento delle energie tradizionali, cercando soluzioni di riqualificazione generale del territorio): di che cosa ti occupi?

Risposta: mi occupo, per la Sezione Roma, di fotovoltaico tenendo su questo argomento "lezioni" di 5 ore nell'ambito di corsi base sulla bioarchitettura

Domanda: il fotovoltaico va incontro all'ambiente e alla salute? In particolare è vera la possibile correlazione tra leucemie infantili e i campi magnetici che si generano a bassa frequenza nel fotovoltaico?

Risposta: il "fotovoltaico" è un processo di generazione di corrente elettrica continua quindi senza frequenza; frequenze vengono generate nell'apparato, detto "inverter", che converte la corrente continua in corrente alternata di frequenza pari a quella di rete (50 Hz); tali apparecchiature sono tutte realizzate in conformità alle norme internazionali e nazionali anche riguardo l'emissione di campi magnetici. L'induzione di campi tali da poter essere ritenuti responsabili di fenomeni quali le leucemie riguarda la trasmissione dell'energia nelle reti di alto e altissima tensione, reti alle quali, certamente, l'energia generata dagli impianti fotovoltaici affluisce, come tutta l'energia prodotta da qualsiasi altra fonte, per la necessità della distribuzione. Poichè in genere l'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, soprattutto per quelli di piccola e media taglia (da 1 a 100-200 kW), viene in grande parte assorbita dalle utenze elettriche dello stesso utente proprietario dell'impianto fotovoltaico, riterrei di poter affermare che l'energia prodotta con il "fotovoltaico" è quella che meno contribuisce a possibili danni alla salute dovuti alle condizioni di distribuzione aerea dell'energia elettrica.

Domanda: in Cina nel 2008 il più grande produttore di pannelli solari è stato accusato di inquinare l'ambiente circostante ed altre aziende che producono polisilicio, materiale necessario ai pannelli, sono sotto accusa per lo stesso motivo. Sono davvero inquinanti?

Risposta: la produzione di silicio per uso fotovoltaico non è diversa da quella per uso elettronico: il processo, per l'ottenimento del cosiddetto "Polisilicon", prevede il passaggio attraverso composti "critici" per il pericolo di esplosione. Il processo è noto da oltre mezzo secolo ed impiegato in tutto il mondo. Come tutti i processi chimici, se non vengono adottate misure di prevenzione, è possibile che si generino inquinamenti ambientali anche di noteviole gravità (nel processo sono coinvolti composti del cloro ed il cloro stesso).

Domanda: come si pone il settore dell'energia alternativa nei riguardi dello smaltimento dei pannelli a fine vita?

Risposta: il problema è innanzitutto capire quale è il limite per considerare un modulo fotovoltaico a "fine vita". Si deve sapere che un normale modulo fototovoltaico dopo 25 anni è in grado di erogare almeno l'80% dell'energia erogata nel primo anno di attività. Esiste comunque una fine anche per essi: sapendo che i componenti sono in massima parte composti del silicio (vetro e celle), alluminio (cornice), materiali plastici (incapsulante, protezione posteriore, scatola elettrica di giunzione) e metalli nobili (collegamenti elettrici) è facile la loro separazione ed il loro riutilizzo (vetro,silicio, metalli vari). Attualmente si stanno formando consorzi (i primi in Germania) fra i produttori per realizzare piattaforme di smaltimento attraverso processi fisici e chimici.

Domanda: l'allestimento di questo impianto è sempre e ovunque praticabile e dove vedi il suo maggior utilizzo?

Risposta: per installare un impianto fotovoltaico occorre che sul luogo cada annualmente la maggior quantità di energia solare possibile, quindi i luoghi ideali sono quelli dove la latitudine, il clima e l'ambiente circostante (ombre) lo consentono. Come detto prima il miglior utilizzo, per diminuire le perdite di energia ed i costi dovuto al trasporto di essa, è dove l'energia da loro prodotta possa essre immediatamente utilizzata (industrie-uffici-centri commeciali).
 
Domanda: come vedi il ritorno dell'Italia all'energia nucleare?
 
Risposta: come tutte le "minestre riscaldate". Ricordiamo che il costo complessivo di un kWh al punto di utilizzo è oramai prossimo al costo dello stesso kWh localmente prodotto con il fotovoltaico e lo è già per altre fonti rinnovabili (eolico-biomasse). Si chiama, in termine tecnico "grid parity" e, a partire dai prossimi 2-3 anni già la Sicilia e altre località italiane del meridione potranno goderne. La fonte nucleare non è "pulita", non è "sicura", non è "eterna" e, sopratutto, resta presente con le sue scorie per tempi biblici. Uso razionale, risparmio e fonti rinnovabili hanno costi inferiori, risultati più immediati e sicurezza oltremodo più elevata.
 
Domanda: è' vero che le lampade fotovoltaiche usate nelle serre riducono le muffe e le malattie (peronospora) delle colture e quindi si potrebbero ridurre i fitofarmaci?

Risposta: Le lampade sono "fotovoltaiche" solo se alimentate da elettricità così generata. Non vedo come il  "fotovoltaico" possa entrare in un effetto generato da una lampada, è la lampada stessa che, eventualmente, possiede tale "virtù".

Domanda: secondo Franco Battaglia, docente di chimica ambientale a Modena e firma del 'Giornale', l'impiego del fotovoltaico presenta 3 ordini di problemi: economico, tecnico e ambientale cioè è molto più costoso di quello nucleare, deve funzionare anche senza il sole ed esiste il problema smaltimento. Come rispondi?

Risposta: il Prof. Battaglia sta conducendo una sua quasi esclusiva e personalissima "battaglia" contro le energie rinnovabili, fotovoltaico soprattutto. Lo trovo solo come Don Chisciotte anche lui contro i "mulini a vento".
In parte ho già risposto. Il fotovoltaico non si arroga alcun titolo di panacea dei problemi energetici ma va considerato insieme a tutto il resto del mix delle energie rinnovabili per diminuire il ricorso a quelle non rinnovabili. La mancanza di sole non implica anche la mancanza di vento o di piogge (idroelettrico), di energia da trasformazione di biomassa, delle maree e quant'altro. Inoltre ricordiamo che l'impiego sicuro dell'idrogeno quale vettore energetico potrà ridurre ancor di più il ricorso all'uso di fonti energetiche da fossile o da idrocarburo o da nucleare.

Domanda: un cataclisma minaccia la terra, nubi e polveri oscurano il sole, a quale fonte energetica per la sopravvivenza ricorreresti?

Risposta: direi che è un problema per i soli superstiti visto che un simile cataclisma avrebbe ripercussioni su tutta la sfera del mondo vivente (la fotosintesi clorofiliana alla base della nostra vita che fine farebbe?) non credo che centrali nucleari potrebbero rendere la vita migliore o più facile. Speriamo che cio non accada è forse la risposta più congrua.

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