Notizie e informazioni sul mondo farmaceutico che nessuno vi dà
Avevamo tirato un sospiro di sollievo solo pochi giorni fa, quando la buona notizia era che in Europa era diminuita del 12% la superficie delle coltivazioni ogm, secondo il rapporto 2009 dell’ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications) che arriva or ora una nuova doccia fredda o forse gelata: l'autorizzazione scritta della Commissione Europea alla coltivazione della patata geneticamente modificata Amflora, al centro di una spinosa questione da vari anni e che apre le porte alle nuove coltivazioni ogm, bloccate dal 1998.
L'autorizzazione è per uso industriale e nel mangime degli animali sottoforma di amido.
Il dato assurdo è che un pericolosissimo problema ancora incognito potrebbe aprirsi sugli sviluppi di questo uso perchè la patata contiene un gene modificato per resistere ad un antibiotico importante per la salute umana.
Potrebbe essere l'apripista di una nuova resistenza antibiotica che già tanto minaccia la nostra protezione contro molte malattie infettive?
L’EFSA ha dato il suo via libera nonostante che la direttiva Ue 2001/18, relativa al rilascio deliberato di Ogm nell’ambiente, proibisca espressamente l’autorizzazione per gli Ogm contenenti geni di resistenza ad antibiotici necessari per la salute umana.
D'altra parte è anche vero che la legge europea consente alla commissione di prendere decisioni autonome quando non c'è una maggioranza di stati membri che si oppone.
Insieme all'Amflora sono state autorizzate anche altre 3 varietà di mais OGM, destinate all'alimentazione animale.
Un'ultima informazione molto chiarificatrice. Chi è la mamma del famigerato tubero? La multinazionale onnipresente Bayer, un nome, una garanzia,...ma al contrario!
alle 17:04
Massimilla Manetti Ricci
Errata corrige: l'azienda che produce Amflora non è la Bayer, come originariamente riportato, ma la Basf; entrambe comunque buone 'compagne di merende'!