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La ricerca italiana indipendente vince la palma d'oro

Mercoledì 10 Marzo 2010, 22:00 in Farmaci e Ricerca di
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E' una di quelle notizie che non fa notizia, alla quale si dedica, se va bene, un trafiletto di poche righe, contro la diffusione caratteri cubitali  di dettagli e di informazioni eclatanti sulla salute spesso senza futuro.

Eppure è una bella soddisfazione per la ricerca indipendente italiana sapere che il 37,4% degli studi di ricerca appunto è non profit, contro una media europea del 20,6%.

Lo comunica l'Agenzia Italiana del Farmaco nel corso di un convegno sull'argomento organizzato dalla Fadoi, la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, a 5 anni dalla pubblicazione del decreto che regola la ricerca indipendente.

Rispetto alla distribuzione degli studi non profit italiani, le Asl sono le prime con il 38,5%, poi le IRCSS con il 29,8%, le associazioni scientifiche con il 13,2% e l'università con il 11,5%.

Il 50% dei farmaci che derivano dalla ricerca indipendente sono antineoplastici e immunomodulatori, inoltre "l'Italia eccelle - sottlinea Guido Rasi, direttore generale dell'aIFA - nella ricerca sugli antiparassitari".

E sempre riguardo ai nostri piccoli grandi studi italiani, essi sono tra i più citati all'estero come avevo già evidenziato in un post precedente.

Se i modesti mezzi della ricerca italiana consentono di raggiungere obiettivi tanto eccellenti, pensiamo a quali traguardi potrebbe arrivare con qualche aiuto in più.

Se solo qualcuno se ne accorgesse e cominciasse anche a parlarne. Ma la ricerca, si sa e lo ripeto, non fa notizia.

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