Notizie e informazioni sul mondo farmaceutico che nessuno vi dà
Le campagne shock contro l'abuso di alcol, con sensi di colpa e vergogna sono controproducenti in coloro che le guardano.
Ad alzare gli scudi contro le 'Pubblicità Progresso' è una ricerca dell'Indiana University Kelley School of Business che evidenzia come l'aggressività di certi messaggi spot contribuisce ad allontanare le persone dal problema.
Sono state prese in considerazione le reazioni di 1200 studenti americani che hanno visto gli spot.
La convinzione che hanno maturato è che sia un aspetto che non li riguarda e che le situazioni descritte tocchino altri senza considerare in alcun modo la loro propria propensione al bere.
E pensare che la sanità pubblica - sottolinea Adam Duhachek, coautore dello studio - spende molto, in tempo e denaro, in queste campagne che, alla fine, fanno più male che bene.
Queste iniziative, infatti, possono favorire il consumo invece di ridurlo.
E in Italia? Per fortuna non si punta a shockare con lo spot.
L'ultima campagna web contro l'abuso di alcol del sito beviresponsabile.it, 'le parole per dirlo', focalizza l'attenzione sulla necessità di dialogo tra genitori e figli, peccato che si perda in una navigazione tortuosa e in uno sponsor della birra.
Quello che penso sia sempre indispensabile è non sminuire o avallare ed accettare la sbornia una tantum come recentemente rilevato da interviste Rai ad adolescenti che bevono il sabato con il consenso dei genitori.
Iniziare e continuare anzi a parlare frequentemente dei rischi personali e per gli altri fin dai nove dieci anni potrebbe essere uno strumento di aiuto a scopo educativo.
Lo studio mi trova perfettamente daccordo, questo è quello che avevo scritto tempo fa
alle 12:48
Andrea Garbin
Scusa non avevo visto il commento su familyweb, ciao!