Notizie e informazioni sul mondo farmaceutico che nessuno vi dà
Sono in buona compagnia a pensare che la pubblicità dei prodotti salutistici e alimentari faccia confondere gli stessi con prodotti terapeutici, come avevamo già trattato a proposito dello spot Danacol.
Ora l'Antitrust, con una lettera alla Commissione Europea del Presidente Antonio Catricalà, chiede che vengano predisposte linee guida per quel tipo di pubblicità in modo da fermare le informazioni ingannevoli con le quali le imprese cercano di spingere i consumatori ad acquistare i loro prodotti.
Le indicazioni sugli effetti salutistici dei prodotti alimentari, autorizzati dalla Commissione Europea, secondo l'Antitrust possono essere utilizzati in modo non corretto da parte delle aziende.
E Catricalà afferma che le stesse negli spot tendono "ad enfatizzare la situazione patologica" e vogliono "esaltarne l'efficacia in termini non proporzionati alla sua natura", ovvero dare al prodotto una funzione terapeutica.
"La normativa comunitaria stabilisce che l'impiego delle informazioni nutrizionali e sulla salute non può essere falso, ambiguo o fuorviante".
Oggi invece, continua l'Antitrust, "l'enfasi che alcune campagne pubblicitarie dedicano all'illustrazione del problema salutistico (ad esempio, ipercolesterolemia e malattie cardiovascolari), sia nelle immagini, sia attraverso le scene e i testi (ad esempio, spot televisivi), tende invece a veicolare ai consumatori messaggi potenzialmente fuorvianti, ingenerando aspettative infondate o eccessive sul contributo legittimamente attribuibile all'assunzione di quel determinato prodotto alimentare. Si tratta di messaggi che omettono ad esempio di raccomandare l'esigenza di un corretto regime alimentare e di un sano stile di vita".
Le linee guida, sempre secondo quanto indicato dall'Antitrust, dovrebbero essere uguali a livello comunitario.
E' curioso vedere come si scambiano i ruoli: i prodotti salutistici sono sempre più simili ai farmaci e i farmaci sono sempre più caramelle (nelle intenzioni mediatiche)!