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L'obesità infantile è causa di seri rischi anche in età adulta. Lo dimostra uno studio durato 24 anni.
L'obesità infantile è in continuo aumento e, in molti paesi europei, un bambino su cinque è affetto da obesità o sovrappeso.
E le cose non vanno molto meglio nel nostro Paese dove, stando agli ultimi documenti ministeriali, un bambino su quattro è obeso, ossia supera del 20% il peso ideale.
«Un fatto inevitabile» commenta Gianfranco Parati, cardiologo dell'Istituto Auxologico Italiano di Milano «se si pensa a qual è lo stile di vita molto diffuso tra i bambini italiani, dall'abuso di merendine confezionate a una vita sempre più sedentaria».
Ma oltre alle cause sono noti anche i rischi. A breve e a lungo termine.
Infatti tutto si può ripercuotere pesantemente anche in età adulta.
A ricordarlo è uno studio appena pubblicato sul New England journal of medicine, secondo cui questa patologia raddoppia il rischio di morire prima dei 55 anni a causa della maggiore esposizione a patologie di natura cardiocircolatoria, ipertensione arteriosa e coronaropatie.
L'indagine ha preso in esame quasi 5000 bambini, tutti americani, nati tra il 1945 e il 1984, misurando il loro indice di massa corporea (BMI), il tasso di zuccheri nel sangue, il colesterolo e la pressione sanguigna, nonché la mortalità prima dei 55 anni.
Tutti sono stati seguiti in media per 24 anni.
Tra i soggetti presi in esame, 166 sono morti, cioè l'11,5% dei componenti è morto prima dei 55 anni.
Tra i quattro fattori di rischio presi in esame proprio l'indice di massa corporea è risultato il più pericoloso, con i 1.214 bimbi (un quarto del campione) più in sovrappeso che hanno rivelato una mortalità più che doppia rispetto al quarto che pesava di meno.