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Le sigarette nelle scuole, un'indagine di Cittadinanzaattiva
Nell'"Ultima sigaretta" Italo Svevo scopriva il piacere sottile di godersi i piaceri scaturiti appunto dal pensare che quella fosse davvero l'ultima volta che fumava.
Ma di ultima sigaretta invece non si parla nelle scuole.
Fa pensare l'indagine di Cittadinanzattiva sul controllo del fumo nelle scuole, indagine presentata il 20 ottobre 2011 al Senato, alla presenza dei senatori Ignazio Marino (PD) e Antonio Tomassini (PDL), cofirmatari del disegno di legge "Disposizioni per la tutela della salute e per la prevenzione dei danni derivanti dal consumo dei prodotti del tabacco" che propone anche di vietare la vendita delle sigarette ai minorenni e di proibire il fumo negli spazi aperti delle scuole.
La risultante della ricerca è che il fumo è il comune denominatore di insegnanti ed allievi.
Il 31% degli allievi delle superiori e il 4% delle medie dichiara di fumare, sono più i maschi delle femmine e soprattutto dichiarano di essere puniti in modo sistematico solo il 17% dei ragazzi nelle superiori e il 36% nelle medie.
I dati raccolti sono stati elaborati sulla base di questionari anonimi compilati da 3.213 studenti, di cui 1.641 delle scuole secondarie di II grado (superiori) e 1.572 delle scuole secondarie di I grado (medie).
Coinvolte 154 scuole (81 superiori e 73 medie) di 15 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana ed Umbria.
Nelle scuole superiori gli studenti si fanno vedere mentre fumano.
Infatti, il 70% di loro lo fa in cortile.
All'opposto, invece, i più piccoli (in prevalenza tredicenni), fumano prevalentemente fuori dalla scuola (60%) o in bagno (49%).
Sconfortante sembra essere il comportamento degli insegnanti che spesso non si accorgono dello studente fumatore.
Solo il 28% degli insegnanti delle superiori e la metà nelle scuole medie segnala correttamente l'accaduto al Dirigente che, per legge, è responsabile della sicurezza nella scuola.
E adesso qualche dato regionale tra Lombardia, Lazio e Calabria, sempre basato sul questionario: gli studenti delle scuole superiori laziali fumano più dei loro coetanei lombardi e calabresi (52%, contro 43% e 25%; 31% la media nazionale), ma cominciano a fumare più tardi, visto che nelle scuole medie del Lazio dichiara di non fumare il 99% degli studenti, rispetto al 95% della media nazionale (93% in Lombardia, 97% in Calabria).
Gli insegnanti più viziosi sembrerebbero concentrarsi nelle grandi aree urbane, i più permissivi nei confronti degli studenti, invece, in Calabria: infatti, in Lombardia e Lazio, l'86% degli studenti superiori ha dichiarato di aver visto fumare i propri docenti, contro il 77% della media nazionale e il 78% dei calabresi; il 40% dei docenti calabresi fa finta di nulla se vede un proprio studente con la sigaretta tra le mani, rispetto al 17% dei lombardi e al 11% dei laziali (25% la media nazionale).
Ed in generale in Calabria il 42% dei ragazzi delle superiori non viene punito in alcun modo se scoperto a fumare a scuola.