Notizie e informazioni sul mondo farmaceutico che nessuno vi dà
Il libro ci porta nell'altro mondo', quello della sfera psichica del disturbo bipolare vissuto in prima persona dall'autrice.
Americana. giornalista, copyrwriter nel settore medico per un'agenzia pubblicitaria internazionale, coautrice di più di 40 libri.
Carriera e successo, elementi sufficienti per pensare che la sua vita scorra liscia e senza tempeste e tormenti umorali?
No. Ed infatti la nostra giornalista Karla Dougherty vive tra alti e bassi, tra esaltazioni e depressioni fino a 40 anni quando le viene diagnosticato il disturbo bipolare di II grado.
Si cura per questo, impara a conviverci e rinasce a nuova vita.
Decide di raccontare la sua vicenda in un libro, Una diversa follia, ed. Sperling & Kupfer, con la prefazione di Carlo Altamura, direttore della Clinica psichiatrica dell'Univesità degli Studi di Milano e con il supporto per la diffusione in libreria dell'azienda Astra-Zeneca.
"Mi sentivo depressa, ma questo era in contrasto con il fatto che per giorni o anche settimane avevo così tanta energia nervosa perché avrei voluto imbottigliarla per usarla nei momenti in cui, al contrario, mi trovavo a strisciare".
Tra i vari capitoli si trovano dei consigli per convivere con l'indesiderato compagno dei propri giorni, eccoli:
1) DARE UN NOME AL PROPRIO DOLORE
Ricevere una diagnosi di disturbo bipolare II può essere un colpo difficile da incassare, ma è fondamentale accettare e conoscere la fonte del proprio dolore, imparare a considerarla una vera e propria malattia che può essere curata.
2) IL DIARIO DELL'UMORE
È importante, secondo Karla Daugherty, stabilire una routine nella propria giornata e tenere un diario settimanale dell'umore.
3) IL CICLO DEL SONNO
È fondamentale, per le persone con disturbo bipolare II, regolare la durata del proprio sonno (almeno 7-8 ore a notte). Il sonno costituisce anche un buon indicatore della malattia.
4) IL RELAX
Le persone con disturbo bipolare II debbono tenere sotto controllo le fonti di stress. Lo stress, infatti, può facilitare l'attivazione di uno stato ipomaniacale o di una fase depressiva.
5) UNA VITA SANA
Adottare uno stile di vita salutare - alimentazione e attività fisica - permette di limitare e controllare l'aumento di peso determinato dai farmaci per il disturbo bipolare II. Inoltre diminuisce le probabilità di cadere in depressione.
6) PORGERE LA MANO
Le persone con disturbo bipolare possono avere problemi relazionali ed essere portate dalla malattia, nella fase depressiva, all'isolamento. Occorre sforzarsi di mantenere le relazioni sociali e incontrare persone nonostante il desiderio di isolamento.
7) CONFIDARSI
Parlare del disturbo bipolare II con le persone che si amano, famigliari e amici più stretti: sono un valido aiuto nella gestione quotidiana della malattia.
8) PARLARNE SUL LAVORO
L'88% delle persone con depressione e disturbo bipolare afferma che tale condizione ha nuociuto alla propria carriera: se la malattia condiziona il proprio rendimento può essere d'aiuto parlarne con il capo e con i colleghi.
9) PREPARARSI ALLA CRISI
Una persona con disturbo bipolare II, quando intuisce l'avvicinarsi di una fase ipomaniacale, può seguire alcuni accorgimenti che permettono di gestire la crisi.
"Come chi ha bevuto troppo, anche una persona che sta cominciando a provare sentimenti euforici, impulsivi, onnipotenti, ha bisogno di una guida. Ecco qualche suggerimento per quando sentite di toccare il cielo con un dito: date le chiavi della macchina e le carte di credito a un amico fidato; rispettate le vostre abitudini decidendo in anticipo quanto tardi farete la sera; evitate l'alcol e sostanze simili; riducete al minimo il contatto con persone aggressive; prendete le medicine con scrupolosa regolarità; chiamate lo psichiatra per vedere se può regolare la vostra terapia".
10) LE MEDICINE
Ogni persona con disturbo bipolare II deve rivolgersi a un medico specializzato (psichiatra) e individuare così il regime terapeutico adeguato.
"Qual è il criterio per scegliere un farmaco piuttosto che un altro? Talvolta gli effetti collaterali di certi medicinali sono intollerabili, mentre alcune alternative possono risultare poco efficaci; anche il dosaggio varia molto in base al prodotto utilizzato. In poche parole, dato che ogni persona è unica, allo stesso modo lo sarà anche il suo regime terapeutico".
Certo il disturbo bipolare è una malattia e questo libro ce la fa conoscere più da vicino, ma attenzione a non fare di un' erba un fascio: l'autosuggestione è deleteria tanto quanto la malattia.