Notizie e informazioni sul mondo farmaceutico che nessuno vi dà
I farmaci veterinari potrebbero passare alla grande distribuzione. C'è qualcuno che si oppone?
Il vento delle liberalizzazioni soffia anche sugli animali e Ofelia, la labrablogger, fiuta con il suo nasino all'insù l'odore dei farmaci veterinari, che potrebbero lasciare la farmacia, sulla scia delle richieste della categoria umana sulla fascia C.
Farmaci veterinari alla grande distribuzione?
Non allarghiamoci troppo, pensa, perchè anche qui gli interessi di categoria non sono mica questioni da pulci e zecche!
Sì, perchè l'ANMVI, l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani "non è pregiudizialmente contraria, legge Ofelia, ma con un distinguo".
E quale? Abbaia critica la bloggerina!
Naturalmente pone un veto alla vendita dei farmaci agli esercizi commerciali ed indica solo strutture veterinarie autorizzate alla presenza del medico veterinario.
Ma, mondo canino, cosa vuol dire? Che i farmaci devono essere venduti negli studi dei veterinari?
Perchè se è così, la parola liberalizzazione si trasforma in un guaito di disapprovazione.
Perchè non negli esercizi commerciali, dove la presenza comunque del farmacista assicura la dispensazione agli umani del farmaco, e perchè non dovrebbe assicurarla agli animali?
Bella considerazione professionale!
A noi, afferma Ofelia, basta che il farmaco sia reperito dai nostri padroni.
Alla GDo, al supermercato o nello studio del veterinario, va sempre bene, purchè non si speculi sulla nostra pelle, ops!, sul nostro pelo, rifilando prezzi e costi di intervento esosi, più di quanto già non lo siano, a carico di chi ci vuol bene.
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In tutto il mondo il medico veterinario svolge, oltre alla sua attività "normale" anche quella di venditore del farmaco: ogni veterinario può dotarsi di una specie di "farmacia veterinaria", dove si possono acquistare i prodotti necessari alla terapia degli animali. È certamente una comodità per il proprietario, un miglioramento del servizio per l'animale, che può ricevere subito la cura senza dover attendere dei giorni e soprattutto un vantaggio economico per il veterinario che trae una notevole integrazione di reddito (in media il venditore guadagna il 40%) da questa vendita. La legislazione italiana sul farmaco veterinario ne consente la vendita esclusivamente alle farmacie e priva di fatto il settore veterinario di un'opportunità importante per raggiungere una situazione reddituale dignitosa.
alle 18:23
giuseppe
il farmaco deve amministrarlo il farmacista così come la terapia deve amministrarlo il medico,sia esso veterinario che umano.il farmaco non è solo quello che l'industria farmaceutica ci ha abituato a vedere e ci fa acquistare.il farmaco è un bene prezioso che solo il farmacista(che è anche l'unico capace di produrlo e non solo di venderlo,benchè questo sia per molti solo un dettaglio)deve poter amministrare.i medici pensinom a far bene il loro lavoro anzichè voler fare anche il lavoro degli altri e si accorgeranno che i loro clienti/pazienti si affideranno a loro con più fiducia e più spesso.troppo semplice prescrivere e vendere cio che si prescrive.cerchino di tornare all'etica professionale e di fare il lloro mestiere come una missione e non come il commercio!!!