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Liberalizzazioni farmacie: il governo vuole trattare, ma non su tutto

Martedì 7 Febbraio 2012, 06:30 in Farmaci e Società di

Il Governo vuole trattare sulle liberalizzazioni, ma quanto?

governo-liberalizzazioni-farmacie.jpg

Il Governo è disposto a trattare.

Dopo avere ipotizzato diversi testi per la liberalizzazione farmacie, sul decreto appena promulgato ecco apparire nuove proposte della Federfarma, ma il Ministro non ci sta.

In sintesi il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha detto ai vertici di Federfarma che sul quorum si può discutere, ed anche sul fondo di solidarietà, ma l'obiettivo di fondo dell'articolo 11 di aprire cinquemila nuove farmacie non può essere derogato.

L'incontro di mercoledì 1 febbraio 2012 con Federfarma organizzato per scongiurare lo sciopero delle farmacie ha visto lo scambio di vedute fra il Governo Monti che delle liberalizzazioni fa una bandiera e le farmacie che vorrebbero mantenere uno status quo di posizione di predominanza sui farmaci.

Sul fondo di solidarietà, però, il Ministro non ha avuto difficoltà a riconoscere che dev'essere innanzitutto il Ssn a sostenere le farmacie dei piccoli comuni, attraverso agevolazioni e sgravi vari.

È implicito che la misura richiederà una trattativa con le Regioni e questo potrà allungare i tempi, ma soprattutto vedere modalità diverse di sostegno.

Sul quorum, invece, è confermato che potranno cambiare solo alcuni numeri: che si fissi a tremila o 3.200, come ha ventilato Balduzzi, o a 3.500, come preferirebbe Federfarma, al governo interessano solo i totali e l'obiettivo è l'apertura di cinquemila nuove sedi.

Cinquemila in tutto, cioè comprese le 1.900 vacanti che oggi avanzano dai concorsi e quelle "in deroga" del comma 3: stazioni, aeroporti, centri commerciali e via di seguito.

Guerra di cifre all'orizzonte, dunque, perché Federfarma stima che dalle deroghe spunteranno circa mille farmacie, per altre fonti invece sarà già tanto se si arriverà a 500.

Ma per Federfarma ci sono altri due 'successi': la scadenza dei sei mesi per il passaggio di proprietà agli eredi potrebbe essere rivisto; ed anche la liberalizzazione degli orari che, secondo Federfarma, non tutelerebbe le farmacie con servizio notturno.

Siamo alle solite: in Italia una se ne pensa, cento se ne fanno per non cambiare nulla! Prima di dire la parola fine alle liberalizzazioni tutte, vediamo la legge.

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LINK UTILI

Agenzia Reuters: Liberalizzazioni, Federfarma vuole al massimo 3.000 nuove farmacie

Sole24Ore: Balduzzi: possibile qualche aggiustamento sulla liberalizzazione delle farmacie

10
10 commenti
10
09 Feb 2012
alle 22:51

bernardo

mi sa tanto che chiacchieriamo a vuoto pare dalle ultime novità che ci sia una grossa marcia indietro del governo per lo meno è quello che viene scritto nella mail arrivata da federfarma ai titolari : quorum a 3500, concorso per soli titoli alla faccia del merito, niente stipendio ai rurali pagato dai titolari , niente liberalizzazione degli orari per salvare i notturni , niente obbligo del numero di farmacisti in base al fatturato.... insomma l'ascia ha tagliato solo un rametto  dell'albero l' unica cosa che non toccano sono gli stipendi dei farmacisti collaboratori sempre solo da fame...... certo a sentire i sindacalisti hanno ottenuto una grande vittoria con l'aumento di 100 euro lordi in un anno ...grandi

ad angela direi che se vuole può prendersi la laurea e lavorarci lei nella sua parafarmacia......ma sarei troppo cattivo il problema nasce dal fatto che la sua attività nasce da un politico che non si sa se deve soldi alle coop o quante parafarmacie ha in mano ...pare 39 cosi si vocifera......

è possibile che noi farmacisti collaboratori non ci uniamo e spacchiamo tutto il sistema?

 

9
09 Feb 2012
alle 22:12

Nicola

Hai ragione Franco;ho cercato di comprare una farmacia di un paese di 300 abitanti in una zona depressa del molise (Duronia si chiama il paese),mi hanno chiesto 450 mila euro e poi neanche gli e' convenuto venderla!

Questi sono argomenti,gli altri sono solo grugniti di chi non vuole alzare il grugno dal trogolo

8
09 Feb 2012
alle 22:02

Nicola

Hai ragione Franco:ho provato ad acquistare una farmacia di un paese di 300 abitanti in una zona depressa del Molise,mi hanno chiesto 450 mila euro...altro che aziende che falliscono...su 300 abitanti!

7
09 Feb 2012
alle 21:59

Nicola

Maurizio,ci vivo da 20 anni nelle farmacie,so quanto straguadagnano,so benissimo di cosa sto parlando;NON ESISTE alcuna farmacia che,in perdita,viene gestita con i patrimoni di famiglia;ti ripeto che non falliscono neanche farmacie di paesi di 500 abitanti;che ognuno difenda la propria greppia ci posso stare,ma cerchiamo di non essere ridicoli

6
09 Feb 2012
alle 18:57

angela sollazzo

mi chiedo sono titolare di una parafarmacia,  non farmacista ho assunto delle farmaciste dando lavoro ad una categoria che è obbligatoria per l'esistenza di una parafarmacia, sono solo un costo visto che non ci danno la possibilità di crescere, domanda perchè per vendere farmaci in pubblicità devo supportare questa spesa? Le farmacie possono  vendere creme etc, perchè non liberano  i loro scaffali da tutto questo visto che secondo una questione opinabile una farmacista di parafarmacia se si sposta in un luogo di lavoro che sia farmacia può vendere il farmaco altrimenti non ne ha la competenza, io però devo pagarla obbligatoriamente per esistere come parafarmacia che  situazione è una barzelletta ...........................

5
09 Feb 2012
alle 10:59

franco

IL PIU' POVERO DEI FARMACISTI E' STRAMILIONARIO (in euro).

PROVATE A COMPRARE UNA FARMACIA E VEDETE COSA COSTA (SE LA TROVATE IN VENDITA).

VERGOGNATEVI FARMACISTI TITOLARI, VERGOGNATEVI !!!!!!!!

4
08 Feb 2012
alle 14:21

bernardo

Concordo con tutto il decreto spero che non cambino una virgola , unica pecca forse è proprio la liberalizzazione degli orari che aiuta solo i grandi e non i piccoli ,nessuno si vuole arricchire ma sicuramente il piacere di avere un azienda in mano propria da gestire è sicuramente una prospettiva più che allettante visto che l'alternativa è fare lo "schiavo" con stipendi non degni di una laurea e con compiti poco chiari tipo mettere apposto farmaci quando il contratto dice che non devi , anticipare farmaci quando lo stato dice che non devi , vendere prodotti per cui è richiesta la ricetta senza ricetta ecc

Secondo me è giusto trovare uno stipendio per i rurali perchè realmente non so come facciano in alcuni posti.

per quanto riguarda quello che diceva maurizio su 30% è in mano alle banche e ai grossisti mi chiederei il perchè sono finiti cosi e se non sei capace lo stato ti toglie la licenza e la mette a concorso non si può permettere ma tanto l'hanno gia fatto che le farmacie siano in mano a colossi stranieri o a grandi gruppi per me la farmacia dovrebbe essere singola ditta con unico propieterio o piccola società ma sempre unica

ciao ciao

 

3
08 Feb 2012
alle 11:39

maurizio

Caro Nicola , invece di  parlare di cose che non si conoscono faresti meglio a tacere, perchè chi i fatti li conosce non si fà certo una buona idea di te !

Il 30% delle farmacie  tira avanti con i patrimoni di famiglia, un'altro 30 è di proprietà ormai di banche e grossisti , il restante tira avanti .

non nego che ci sia chi si arrichisce ma non è piu la farmacia dei nostri genitori negli anni 70. Lo sai che da 4 anni paghiamo una tassa per la ricostruzione dell'abruzzo ?

Lo sai che se esce la fascia c  ci saranno circa 15000 esuberi solamente nelle farmacie? Questi dati fanno capire che non è tutto oro quel che luccica, e ci sarà un perchè in francia hanno aumentato il quorum a 4800 abitanti.

saluti

2
08 Feb 2012
alle 08:15

Nicola

per il resto,e' ridicolo affermare che vi sono 2000 paesi sotto i mille abitanti senza farmacia:e se anche fosse vero,perche' un soggetto privato,federfarma,si oppone all'apertura di una farmacia in questi paesi che ne sarebbero privi?solo per salvare l'incasso delle farmacie dei paesi vicini?

2000 farmacie fra aereoporti e stazioni e' altrettanto ridicolo ipotizzarle;il quorum a 3000 ab e' ideale:i farmacisti che hanno la farmacia in paesi di 2000-3000 abitanti sono non ricchio,ma ricchissimi; e non falliscono neanche le farmacie dei paesi di 1000 abitanti,pensa un po'

 

1
08 Feb 2012
alle 08:10

Nicola

L'unica incongruita' del decreto e' la liberalizzazione dell'orario:se si puo' stare aperti fino alle 22 liberamente,nessuno si accollera' piu' un servizio notturno che per il resto della notte e' improduttivo,cosi' come nessuno si accollera' le domeniche di turno obbligatorie se anche le farmacie vicine possono stare aperte:la ricerca delle farmacie la notte e i festivi diventerebbe molto casuale

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