Notizie e informazioni sul mondo farmaceutico che nessuno vi dà
Il generale Inverno insieme al generale Monti tengono banco su tutte le prime pagine dei giornali, ma chi ci dice come prendere i farmaci in un periodo di così tanto freddo?
I Generali tengono banco e sul campo il duello è all'ultimo colpo.
Il generale Monti da una parte spiana la sua Italia, mentre dall'altra, l'altro generale, l'Inverno, che già fermò Napoleone sui libri di scuola, la gela e la paralizza.
E certo Monti e il freddo siberiano sono manna per la comunicazione, non si parla d'altro in tutte le salse e in tutte le modalità possibili.
Infatti si legge che al soffio siberiano non sfuggono nemmeno le terapie farmacologiche che risentono delle sollecitazioni tra freddo e caldo al quale il nostro corpo è sottoposto entrando ed uscendo da ambienti troppo riscaldati.
E allora pensiamoci se si seguono delle terapie, soprattutto quelle cardiologiche in cui anche piccole variazioni possono pesare.
Cesare Sirtori, farmacologo clinico e Preside della facoltà di Farmacia dell'Università di Milano, durante un'intervista, ha spiegato i motivi del diverso assorbimento legato alla vasocostrizione e vasodilatazione.
"Nell'organismo esposto al freddo - spiega Sirtori - si hanno fenomeni di vasocostrizione e vasodilatazione. La prima a livello intestinale e il contrario a livello della cute. In generale, quindi, dopo l'esposizione al freddo si ha un ritardo nell'assorbimento dei farmaci a livello viscerale. Tutti ci accorgiamo che anche un banale analgesico, preso per bocca, funziona meno".
Al contrario, un farmaco si assorbe meglio per via transdermica grazie alla vasodilatazione.
"In caso di dolore, quindi, il cerotto è più indicato (se si è esposti al freddo) per un risultato migliore".
E poi continua: "Le terapie per l'asma, ad esempio, vanno considerate con attenzione. Oltre al lieve fenomeno di vasocostrizione, bisogna ricordare che aumenta la produzione di muco. Chi prende questi medicinali, un milione di pazienti in Italia, prima di assumere gli spray deve stare attento a ripulire bene le vie aeree. Altrimenti potrebbe non avere l'effetto necessario".
"Con il freddo - conclude Sirtori - la pressione tende a salire perché la dilatazione cutanea impegna il cuore a pompare di più. E anche la vasocostrizione intestinale crea ostacolo. L'iperteso deve fare sempre attenzione perché i periodi freddi sono i peggiori per lui".
Ed ora uno sguardo anche alla conservazione dei farmaci.
Per le confezioni che riportano le seguenti diciture "non refrigerare" o "non congelare", occorre rispettare con scrupolo queste precauzioni per evitare che il principio attivo possa andare in contro a un processo di degradazione.
Molti farmaci, comunque, possono essere alterati dal congelamento o dallo scongelamento.
Occhio aquilino dunque all'aspetto del medicinale all'apertura e in caso qualcosa non ci convinca chiediamo pure al medico o al farmacista.
Non mi resta che darvi appuntamento all'estate quando torneremo a parlare della pesante cappa di calura che farà sudare la salute e metterà a rischio i nostri farmaci!
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