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Verdura di stagione per combattere la speculazione

Giovedì 9 Febbraio 2012, 22:52 in Farmaci e Alimentazione, Farmaci e Società di

Nell'alimentazione la verdura è importante, questo si sa, ma spesso le intemperie, le cause di forza maggiore, gli scioperi dei camionisti diventano un buon motivo per speculare sul suo prezzo e arricchirsi. E allora? Ecco la proposta del Casper.

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Le amazzoni della nostra salute, la frutta e la verdura, quella sofisticata fuori stagione, sono sotto scacco da parte del Casper [Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori], in che senso vi starete chiedendo?

Nel senso che hanno deciso di combattere l'aumento spropositato e ingiustificato rinunciando al suo benefico effetto.

Sciopero sì, protesta sì, ma senza farla diventare un motivo per abbandonare rinsecchita e intirizzita la nostra frutta e verdura sui camion.

Ecco il comunicato stampa.

Proseguono i rialzi di frutta e verdura.

Tra sciopero dei camionisti, gelate e speculazioni, i prezzi sono saliti, dal 23 gennaio a ieri, mediamente del 15%.

Ma al di là dei prezzi medi, ci sono rialzi che in alcuni negozi toccano il 200%, in particolare per le zucchine e l'insalata.

Per questo Casper - Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori)  lanciano lo "sciopero della verdura" e chiedono alle massaie di non acquistare frutta e verdura se i prezzi varcano la soglia fatidica dei 3 euro al chilo, un tetto che, salvo alcune rarissime eccezioni, come ad es. l'aglio, dimostra che è necessario e doveroso rinviare l'acquisto a tempi migliori o perché è in corso una speculazione o perché si tratta di prodotti decisamente fuori stagione.

Ovviamente anche se i prezzi sono sotto i 3 euro non vuol dire certo che siano giusti o convenienti.

E' opportuno, quindi, che i consumatori visitino il sito www.smsconsumatori.it, in modo da poter verificare la congruità del prezzo rispetto a quello medio praticato al nord, sud e centro Italia.

Le 4 associazioni chiedono, inoltre, le dimissioni di Mr Prezzi, una figura priva di poteri e di ruolo, incapace di bloccare qualunque speculazioni in corso, dalla benzina alla verdura.

Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori invitano infine il Governo ad inserire un emendamento nel dl Cresci Italia, attualmente in discussione al Senato, prevedendo l'obbligo per i commercianti, a cominciare dai fruttivendoli, di indicare sia il prezzo al dettaglio che all'ingrosso, ossia non solo il tradizionale prezzo di vendita ma anche il prezzo pagato dal commerciante al grossista, con la percentuale di incremento, come si fa in occasione dei saldi, un meccanismo che, in nome della trasparenza del prezzo, magicamente bloccherà inflazione e speculazioni.

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Codacons

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